di Giancarlo Plazio
Ci racconti il tuo percorso di poeta e di uomo?
Due anni fa lo scrittore Gian Luca Favetto venne a intervistarmi, per conto del quotidiano la Repubblica. L’intervista faceva parte di una serie di incontri con persone dalla vita doppia, nel senso che avevano nella loro esistenza svolto delle attività di natura apparentemente inconciliabile. Nel mio caso la doppiezza era determinata dal fatto di svolgere la mia attività nel campo dell’economia, essendo di professione commercialista, e di essere contemporaneamente e segretamente un poeta e un collezionista. La curiosità e le domande si riferivano a questa doppia natura e a questa doppia attività: il giornale pubblicò l’intervista su un’intera pagina dell’inserto regionale. Dunque per tutta la vita ho fatto il commercialista, e per tutta la vita ho fatto il poeta, interessandomi assiduamente di scrittura. Negli anni ho pubblicato una decina di libri; ho poi fondato e diretto alcune riviste di cultura e di scrittura; mi sono dedicato all’organizzazione di alcuni convegni e incontri di artisti e critici e all’ allestimento di mostre, curando l’edizione di cataloghi e atti. Il mio interesse per l’arte mi ha portato infine a produrre alcune opere, che perlopiù riservo allo sguardo benevolo di pochi amici.